News

PNRR, Welfare aziendale, Planetary Health e Gender Policies al centro della quinta giornata di incontri del gruppo People&Care

Di Agnese Pintus

, Alessandra Piscitelli

, Jacopo Polizzi

, Alessandra Scerbo

Venerdì 19 aprile gli studenti e le studentesse della classe People&Care si sono riuniti per l’ultima volta presso la sede dell’AREL a Roma, per una giornata ricca di incontri stimolanti, lezioni interessanti e tante foto di gruppo.

La giornata è iniziata con Giacomo D’Arrigo, direttore generale di Agenzia Nazionale Giovani (ANG), con il quale si è parlato del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano  e di pubblica amministrazione.

Il dott. D’Arrigo ha spiegato come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sia da collocare nel contesto europeo. Infatti, per far fronte alla crisi pandemica, l’Europa ha deciso di dotarsi di uno strumento innovativo: il fondo Next Generation EU (NGEU). Per la prima volta sono stati emessi dei titoli di debito europei e concesse sovvenzioni ai singoli paesi, innovazioni che costituiscono un momento di svolta nel processo di integrazione europeo tanto da poter parlare di un momento Hamilton europeo, cioè comparabile all’accordo del 1790 che consentì, in America, di trasformare il debito che le tredici ex-colonie avevano contratto nella lotta per l’indipendenza dal Regno Unito nel primo stock di debito pubblico americano, tappa essenziale nella costruzione dello Stato federale americano.

Inoltre, il direttore di ANG ha sottolineato che le innovazioni introdotte sono di carattere temporaneo e che la possibilità di riproporle in futuro dipenderà dal successo dell’implementazione dei Piani. In particolare, una grande responsabilità spetta al nostro Paese in quanto principale beneficiario dei fondi NGEU. Il dott. D’Arrigo ha illustrato, anche rispondendo ad alcune domande degli studenti e delle studentesse, come non stiano mancando difficoltà e criticità. Tra queste è possibile ricordare i ritardi accumulati nella revisione del Piano, che ha tra l’altro penalizzato soprattutto gli enti comunali, e i meccanismi dei bandi competitivi con i quali sono stati allocati alcuni fondi  e che, secondo diverse analisi, sono stati sfavorevoli alle realtà più deboli e rischiano di esacerbare alcune disuguaglianze.

La nota di ottimismo riguarda, invece, le riforme che il Piano prevede accanto agli investimenti, in particolare quella che coinvolge la pubblica amministrazione. Ci si aspetta infatti che la logica performance-based che ha investito gli enti pubblici, l’attenzione alla programmazione e gli interventi di riforma ci restituiranno una pubblica amministrazione all’altezza delle sfide del futuro.

Gli studenti e le studentesse dopo questa lezione seguiranno senza dubbio con curiosità gli sviluppi di quella che il dott. D’Arrigo ha definito la saga del PNRR!

Il secondo panel della giornata era a cura del dott. Filippo Palombini, direttore delle Risorse Umane e dell’Organizzazione del Gruppo TPER S.p.A.

Al centro del suo intervento «Wel (to) Fare: dal modello del fare al modello del benessere», un approfondimento sul settore del Trasporto Pubblico Locale e una interessante analisi del Welfare aziendale, anche in rapporto all’esperienza TPER.

Dopo aver brevemente passato in rassegna lo stato di salute del TPL in Italia, alcuni dati e alcuni progetti relativi alle aziende di trasporto pubblico della regione Emilia-Romagna, l’attenzione del relatore si è concentrata sulla crisi del modello di Welfare State in Europa. Per il dott. Palombini, negli ultimi anni, i sistemi di politiche sociali in Europa hanno affrontato numerose sfide che ne hanno compromesso gli impianti strutturali: nuovi rischi e nuovi bisogni, legati a fenomeni socio-economici e demografici come l’invecchiamento della popolazione e l’incertezza lavorativa, hanno messo in crisi il welfare pubblico. Inoltre, la progressiva riduzione delle risorse, i vincoli di bilancio e la crisi economico-finanziaria del 2007 hanno nel tempo aggravato la situazione, limitando gli investimenti necessari per rispondere ai cambiamento, rendendo indispensabili soluzioni innovative e nuove strategie di adattamento. Sebbene in Europa, negli ultimi 15 anni, molti paesi abbiano tentato di riformare i modelli sociali, concentrandosi su sistemi pensionistici e politiche per donne, bambini e persone non autosufficienti per contrastare povertà ed esclusione, secondo il Direttore Palombini le riforme hanno avuto effetti limitati essendo mancato un rinnovamento strutturale dei welfare state.

Quanto al nostro Paese, i programmi di welfare si sono per lo più concentrati sugli stessi soggetti senza considerare i nuovi rischi della moderna società.

Attualmente, il rinnovamento del welfare coinvolge una cooperazione tra attori economici e sociali, pubblici e privati, che dà vita a un “secondo welfare”, noto come “welfare mix” o “welfare community”. Le imprese giocano un ruolo significativo nello sviluppo di programmi di sostegno, utilizzando le proprie risorse e competenze per stimolare l’attrattività e la competitività, al fine di migliorare il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie, influenzare positivamente l’ambiente di lavoro, ottimizzare le risorse aziendali economicamente e socialmente, aumentare il valore del capitale umano e della produttività e promuovere nuove relazioni e il dialogo con gli stakeholder.

Inquadrato il welfare aziendale all’interno di una struttura di fonti istitutive e materie previste, il relatore ha passato in rassegna gli aspetti normativi del caso.

A conclusione dell’intervento, il dott. Palombini ha illustrato il Sistema Welfare dell’azienda TPER, evidenziandone il percorso di implementazione e mettendo in risalto i vantaggi economici e la mappatura dei servizi.

Nel pomeriggio, gli studenti e le studentesse hanno partecipato al seminario tenuto dal dott. Federico Serra, Segretario Generale dell’Health City Institute e del C14+ Network, nonché Direttore Generale del Planetary Health Inner Circle e Capo della segreteria tecnica dell’Intergruppo parlamentare per la qualità di vita nelle città. Durante il seminario, è stata introdotta la definizione di “Planetary Health”, che rappresenta il massimo livello di salute, benessere ed equità raggiungibile a livello mondiale attraverso la governance dei sistemi politici, economici, sociali e naturali della Terra. Si è sottolineata la necessità di ridisegnare gli spazi urbani al fine di ridurre il divario sanitario presente tra le aree centrali e marginali delle città. Il dott. Serra ha evidenziato la necessità di ridefinire il concetto di salute secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che la definisce come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non solamente l’assenza di malattia”, con un’enfasi sulla collettività e sul contrasto alla progressiva fragilizzazione della popolazione urbana. L’urbanizzazione crescente a partire dagli anni ’50 ha determinato differenze significative in termini di benessere sociale, con un aumento dell’obesità infantile, soprattutto nelle aree periferiche delle città, fenomeno noto come “World Obesity Generation”. Sono stati presentati diversi esempi di questa “architettura della disuguaglianza” nelle città di Torino, Roma e Napoli, con un graduale aumento delle malattie croniche nelle aree periferiche, definito “ ascensore medico-sanitario” , e sottolineando il ruolo del design urbanistico nell’accesso alle cure, alla prevenzione e ai servizi di prossimità. Il dott. Serra ha pertanto suggerito una nuova visione del concetto di salute, definita “degasperiana”, volta a garantire l’equità nell’accesso ai determinanti della salute, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU per il 2030.”

L’ultima lezione a Roma non poteva che concludersi con un’analisi particolarmente importante e molto contemporanea della società moderna. Grazie alla dott.ssa Elsa Pili (attualmente nella segreteria tecnica Servizio Lavoro, Coesione e Territorio UIL Nazionale, che in passato ha ricoperto il ruolo di policy advisor su tematiche relative alla parità di genere, prima al Parlamento Italiano e, successivamente, al Parlamento Europeo) è stato trattato il tema delle differenze di genere, con particolare attenzione al Gender Mainstreaming. Quest’ultimo si pone come obiettivo finale l’identificazione delle disuguaglianze e la successiva creazione di politiche che mirano alla correzione di queste, nonché all’annullamento di tutti quei meccanismi che le hanno causate. La dott.ssa Pili ha evidenziato come la politica e le leggi appaiono neutrali rispetto al genere, ma la realtà dimostra come le differenze strutturali tra uomini e donne siano chiare e nette nella nostra società. In particolare è emerso come la società moderna sia ancora ricca di stereotipi e di disuguaglianze nei ruoli, nelle posizioni e nei privilegi tra uomini e donne.

È immediatamente seguito un dibattito interessante, in cui i ragazzi e le ragazze hanno potuto esprimere esempi reali legati al tema, sul loro vissuto quotidiano, in particolare scolastico e lavorativo, sia in positivo che in negativo. Da questo dibattito è emerso come, rispetto al mondo accademico, sia l’ambiente lavorativo il luogo in cui la maggior parte, principalmente donne, abbia risentito delle differenze e disuguaglianze rispetto ai colleghi uomini. A conclusione di una lezione intensa e particolarmente partecipata, i ragazzi e le ragazze hanno espresso idee e  proposte finali che vorrebbero attuare, qualora potessero contribuire ad abolire le disuguaglianze di genere non solo nella loro vita quotidiana, in cui già questo avviene, ma ricoprendo idealmente nell’immediato e, si spera in un futuro prossimo, cariche istituzionali.

Terminata anche l’ultima delle giornate romane del Corso Annuale 2024 con l’immancabile aperitivo, il prossimo e ultimo appuntamento è fissato per giovedì 23 e venerdì 24 maggio: i ragazzi e le ragazze della Scuola di Politiche si ritroveranno a Milano, per nuove interessanti lezioni, la conclusione del Policy Lab e la simulazione US Campaign.

Menu