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Onde di trasformazione: Sfide economiche, inflazione e comunicazione. Inizia il percorso di Education & Work

Di Maria Paula Caro Rojas

, Antonio Carapella

, Luca Bricchi

La prima giornata di Education & Work Corso Annuale della Scuola di Politiche (ed. 2024) si è tenuta venerdì 10 novembre. La giornata è stata aperta dal Prof. Paolo Guerrieri, docente di Economia presso Sciences Po a Parigi ed ex Senatore della Repubblica, sulle complesse sfide che l’Europa affronta in campo economico.

Partendo dall’analisi storica, il Prof. Guerrieri ha tracciato l’evoluzione di due variabili fondamentali per comprendere le dinamiche dell’economia mondiale: l’interdipendenza e l’integrazione. L’interdipendenza si riferisce alla globalizzazione, ovvero l’aumento dei legami economici diretti tra i vari paesi, e con integrazione si intende un sistema di Governance Globale.

È grazie al potere economico e politico degli Stati Uniti che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si è consolidato il Sistema di Bretton Woods. L’insieme di regole stabilite negli Accordi del 1944 ha permesso un aumento di pari passo di interdipendenza e integrazione. Vista la crescente concorrenza tedesca, giapponese, e francese data nei Trente Glorieuses dell’economia postbellica, Nixon mise fine al sistema, riducendo l’integrazione per garantire l’egemonia americana nel nuovo mondo bipolare. L’effetto collaterale di questa riforma è stato la scissione della crescita economica dallo sviluppo sociale equo e sostenibile, che ha avuto come conseguenza diseguaglianze sempre più grandi.

Questo contesto di globalizzazione neoliberista, con più interdipendenza e meno integrazione, continuò fino alla Great Recession del 2008, quando il potere economico cinese cominciò a diventare una minaccia per gli Stati Uniti e per l’Europa. Per contrastare la sfida cinese si è optato per una parziale deglobalizzazione, con meno integrazione e interdipendenza. Questo processo è stato particolarmente accelerato a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Inoltre, la sfida del cambiamento climatico, un problema mondiale par excellence, è stata largamente ignorata al livello mondiale.

Da questa visione storica è emersa una concezione coerente dei compiti economici dell’Europa. Mentre a livello mondiale Bruxelles dovrebbe fare tutto il possibile per evitare la divisione del mondo in due blocchi e favorire una maggiore integrazione, sviluppando la politica economica estera, le priorità interne consistono nel favorire il ritorno della crescita economica, vincolata tuttavia alla sostenibilità sociale ed ecologica. In questo contesto, l’ulteriore centralizzazione delle responsabilità economiche è fondamentale, anche attraverso politiche industriali e maggiori investimenti coordinati a livello centrale. 

In questo senso, mentre la pandemia ha portato a un’integrazione economica senza precedenti nella storia del continente, la Guerra Russo-Ucraina rappresenta un’occasione persa, contraddistinta dall’assenza di una strategia unitaria sulle tematiche di energia e difesa. Senza progressi su questi fronti, l’Europa non potrà rispondere al disordine globale.

Infine, l’intervento del Prof. Guerrieri si è concluso con una serie di risposte alle domande poste dagli studenti. Valutando il tema della Bidenomics, la politica economica dell’attuale presidente americano, Guerrieri l’ha giudicata come innovativa nei confronti delle politiche industriali e nel coraggio di rompere con una dottrina dogmaticamente neoliberista, anche se fortemente vincolata dalla competizione con la Cina. Ed è proprio sul caso cinese che ha sottolineato la necessità di un cambiamento economico molto più profondo, mirato a spostare il centro dell’attività verso i consumi, dove Pechino si differenzia rispetto agli Stati Uniti. Non ha risparmiato critiche però al governo italiano e al Piano Mattei, giudicato insufficiente in quanto non coordinato a livello europeo.

La seconda lezione della giornata è stata condotta dal Prof. Cristiano Cantore, docente di Politica Monetaria presso l’Università Sapienza di Roma. La focalizzazione della lezione è stata sull’inflazione, la politica monetaria e il loro impatto tangibile sulla vita di tutti i giorni.

L’inflazione rappresenta un fenomeno economico capace di incidere in modo significativo sulla quotidianità di ciascun individuo. Quando si assiste all’aumento dei prezzi di beni e servizi nel corso del tempo, è essenziale comprendere le origini e gli effetti di tale fenomeno.

Secondo l’ISTAT, l’inflazione è il tasso di incremento dei prezzi in un periodo specifico, solitamente un anno. Questo fenomeno può essere quantificato mediante l’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC), uno strumento fondamentale utilizzato dalla Banca Centrale Europea (BCE) per monitorare l’inflazione e delineare politiche monetarie. L’IPC rappresenta il costo di un paniere di beni e servizi consumati dalle famiglie.

La vita quotidiana dei consumatori è strettamente connessa all’IPC, poiché riflette le variazioni nei prezzi di beni comuni come cibo, alloggio, trasporti e servizi. Le spese relative all’alloggio, inclusi affitti e mutui, costituiscono una componente significativa del paniere del consumatore in numerose economie avanzate, tra cui l’Italia.

Sebbene l’inflazione sia comunemente considerata un indicatore negativo, è imperativo valutarla nel contesto economico. Un tasso moderato di inflazione può essere indicativo di una crescita economica sostenibile. Tuttavia, un tasso eccessivamente elevato può erodere il potere d’acquisto dei consumatori, conducendo a una diminuzione del reddito reale.

La teoria quantitativa della moneta suggerisce che un aumento eccessivo dell’offerta di moneta rispetto alla crescita dell’economia può portare all’inflazione. Inoltre, shock di offerta o domanda, come disastri naturali, lockdown o politiche espansionistiche, possono influenzare i prezzi.

Le aspettative svolgono un ruolo chiave nella determinazione dell’inflazione. Se le persone o le aziende prevedono un aumento futuro dei prezzi, questo può influenzare le negoziazioni salariali e gli adeguamenti contrattuali dei prezzi, alimentando l’inflazione.

Come affrontano l’inflazione i responsabili delle politiche economiche? La risposta dipende dalla causa sottostante dell’inflazione. Se l’economia è surriscaldata (domanda>offerta), le banche centrali possono attuare politiche restrittive, aumentando i tassi di interesse per frenare la domanda e stabilizzare i prezzi. Tuttavia, quando l’inflazione è guidata da sviluppi globali, come aumenti dei prezzi delle materie prime, le politiche restrittive possono non essere la soluzione ottimale. 

Le aspettative sono cruciali nella gestione dell’inflazione. I responsabili delle politiche cercano di influenzare le aspettative attraverso la comunicazione, annunciando l’intenzione di mantenere l’attività economica bassa temporaneamente per ridurre l’inflazione.

Negli ultimi tempi, molti paesi, tra cui l’Italia, hanno sperimentato un aumento dei prezzi, dando vita a una crisi del costo della vita. Questo incremento è attribuibile a diversi fattori, tra cui l’aumento dei costi energetici a seguito della guerra in Ucraina, interruzioni delle catene di approvvigionamento dovute alla pandemia e l’aumento della spesa pubblica per affrontare la crisi del COVID-19.

Il settore energetico gioca un ruolo chiave, con prezzi del petrolio e del gas in aumento a causa di fattori geopolitici e della domanda complessiva. I costi del lavoro sono aumentati in molti settori, con lavoratori che cercano aumenti salariali per compensare l’aumento del costo della vita.

Il ruolo delle banche centrali diventa cruciale. Nell’UE, la BCE ha implementato politiche di assegnazione totale, tassi di interesse negativi e operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTROs) per mantenere la stabilità.

La trasmissione della politica monetaria è un aspetto chiave di come le decisioni delle banche centrali influenzano l’economia. Le variazioni dei tassi di interesse e le operazioni di mercato aperto giocano un ruolo nel plasmare i tassi di prestito e risparmio, influenzando così l’attività economica.

L’inflazione è un fenomeno complesso che può avere impatti diversi sulla vita quotidiana e sull’economia in generale. Le cause possono variare, ma è fondamentale che le politiche monetarie e fiscali siano adattate per gestire efficacemente l’inflazione e preservare la stabilità economica. La comunicazione trasparente delle intenzioni delle banche centrali e la gestione delle aspettative diventano elementi chiave nella lotta contro l’inflazione.

La giornata si è conclusa con l’intervento di un ex studente, Lorenzo Raonel Simon Sanchez, attualmente responsabile delle strategie di comunicazione implementate dal Ministero delle Infrastrutture per promuovere il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza (PNRR).

Nella sua presentazione, il dott. Sanchez ha offerto una prospettiva ampia sulla comunicazione, focalizzandosi sull’utilizzo dei social media e dei mezzi di comunicazione nell’istituzionalizzazione. Il titolo stesso della sua presentazione, “fare cose con le parole”, richiama il socio-linguista John Langshaw Austin, sottolineando l’importanza delle parole e come l’utilizzo delle strategie di comunicazione sia fondamentale nella politica odierna, ma esse stesse potrebbero essere motivo di polarizzazione nella società, di diffusione di fake news e avere conseguenze serie sulla vita delle persone e della Nazione. Per esempio, Sanchez ha evidenziato come i fenomeni come la spettacolarizzazione di violenza da parte dei politici sui social media possano influenzare soltanto determinate fasce di pubblico che verrà indirizzato verso una certa ideologia politica. Nonostante queste premesse, il dott. Sanchez ha sottolineato che i mezzi di comunicazione digitali non debbano essere evitati nella politica, ma integrati con la vita reale.

Un punto interessante è stato l’utilizzo del caso studio del videogioco Minecraft come luogo virtuale per diffondere materiali altrimenti inaccessibili in alcune non-democrazie, come dimostrato dalla Uncensored Library. Questo esempio ha evidenziato come i mezzi di comunicazioni digitali possano essere promotori di diritti, come la libertà d’espressione.

Il discorso ha anche affrontato la questione del labelling, ovvero l’etichettatura di situazioni con parole mirate per toccare la sensibilità degli elettori, contribuendo alla polarizzazione politica. Spesso tale fenomeno viene affiancato dall’issue ownership, illustrata nella percezione del pubblico su quale partito politico o quale attore sia più competente o abbia maggiore legittimità su determinate questioni, specialmente dopo che codesto partito si esprime su di esse senza esserne i legittimi protagonisti, con conseguente modifica delle preferenze degli elettori.

In conclusione, il discorso ha sottolineato come i mezzi di comunicazione digitali possano essere usati sia per promuovere i diritti che per polarizzare la società, evidenziando inoltre il rischio di abusi come l’avvalersi di discorsi di odio (il hate speech) su piattaforme come X e Facebook, senza una conseguente responsabilizzazione delle stesse. 

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