News

L’edizione 2025-2026 della Scuola di Politiche apre i lavori al Senato della Repubblica

Di Giorgio Gregorio

, Mariasole Montone

, Sabrina Barini

Al via l’undicesima edizione della Scuola di Politiche: nella Sala Koch del Senato l’entusiasmo di una nuova generazione di giovani impegnati.

C’è entusiasmo nell’aria quando, nella Sala Koch del Senato della Repubblica, prende ufficialmente il via l’undicesima edizione della Scuola di Politiche. Centinaia di sguardi curiosi, penne alla mano e un’energia palpabile riempiono uno dei luoghi più simbolici delle nostre istituzioni. Per molti studenti è il primo passo in un percorso che promette di cambiare il modo di guardare alla politica, alla partecipazione e al futuro.

Fondata da Enrico Letta nel 2015, la Scuola di Politiche è diventata un punto di riferimento per chi crede che la formazione civica e politica possa e debba essere un esercizio collettivo di responsabilità. Ogni anno giovani provenienti da tutta Italia si incontrano per costruire insieme una comunità di pensiero, di impegno e di curiosità verso il mondo. 

L’avvio di questa nuova edizione ha il sapore delle grandi occasioni: la consapevolezza di trovarsi in un luogo carico di storia si mescola alla voglia di incidere sul presente. Tra applausi, sorrisi e primi confronti, la giornata inaugurale apre un anno di dialogo, studio e progettazione condivisa.

Nel corso della mattinata ha preso la parola il fondatore, Enrico Letta. Nel suo intervento introduttivo ha espresso l’auspicio che il rilancio del mercato unico europeo rappresenti per i giovani di oggi ciò che il 1992 fu per la sua generazione: un momento di passione, di senso di appartenenza e di slancio comunitario. Ha infatti ricordato che la Commissione Europea ha fissato il 2028 come orizzonte per completare la roadmap del mercato unico, sottolineando che non deve restare un semplice slogan, ma diventare un principio organizzatore di politiche concrete nei settori strategici come telecomunicazioni, energia e servizi finanziari.

Inoltre, Letta ha richiamato l’esperienza europea della Scuola: dopo l’avvio in Italia, la Scuola di Politiche ha ispirato iniziative analoghe in Francia e, più recentemente, in Spagna, dando vita a una convergenza di esperienze nel forum “Agorà”, che mira a consolidare una rete europea di formazione e cittadinanza attiva.

A rafforzare questo messaggio, la direttrice Grazia Iadarola – che guida oggi la Scuola – ha preso la parola e ha ricordato come la Scuola non sia solo un luogo di apprendimento ma una comunità in cammino. Il suo intervento ha messo in luce l’importanza della partecipazione attiva, del confronto intergenerazionale e della responsabilità civica nella costruzione di un futuro europeo condiviso.

Nel corso della giornata grazie alla presenza di docenti e relatori di alto profilo, è stato possibile instaurare un dialogo autentico e formativo, capace di intrecciare esperienze, prospettive ed aspirazioni. A inaugurare il primo panel della giornata è stato Pier Luigi Petrillo, professore ordinario di Diritto pubblico comparato all’Università Unitelma Sapienza e docente di Teoria e tecniche del lobbying alla LUISS. Con un linguaggio vivace e  ironico ha illustrato un tema tanto complesso quanto attuale: “Lobby e Democrazia”.

Il suo intervento rompe subito gli schemi. Racconta come le lobby, percepite come  un’anomalia, siano in verità un elemento strutturale della vita democratica, capace di dare voce agli interessi collettivi o, se lasciato senza regole, di minarne la trasparenza. Tra esempi pungenti e riflessioni sulle forme dell’influenza, Petrillo mostra quanto la mancanza di una chiara regolamentazione pesi sulla fiducia dei cittadini e sulla qualità delle decisioni pubbliche. 

Isabella Falautano, manager del Comitato scientifico della Scuola di Politiche, ha aperto l’intervento ponendo l’accento sull’importanza di una leadership responsabile. Ha quindi ribadito come il ruolo attivo dei giovani all’interno della società possa promuovere cambiamenti concreti, tanto in Italia quanto in Europa, sottolineando come la consapevolezza e la partecipazione possano trasformarsi in leve di rinnovamento effettivo.

A seguire, è stato presentato il laboratorio dedicato alle variabili delle midterm elections americane dell’autunno 2026, un progetto che vedrà protagonisti gli allievi del corso annuale 2025-2026. Dopo un percorso di lezioni e workshop guidati da esperti, a maggio si terrà infatti una simulazione elettorale che metterà gli studenti nei panni di politici democratici e repubblicani, offrendoci l’opportunità di sperimentare in prima persona le dinamiche politiche studiate. Un esercizio di cittadinanza attiva che coniuga teoria e pratica.


Restando sul tema Stati Uniti, Paolo Guerrieri, Visiting Professor presso istituzioni di prestigio come la Paris School of International Affairs (PSIA), Sciences Po e l’Università di San Diego, ha offerto un’analisi approfondita delle variabili economiche, elemento centrale del dibattito elettorale statunitense. Il suo intervento ha poi toccato i nuovi equilibri economici globali, le sfide che attendono l’Europa e il ruolo della politica industriale come strumento di coesione e sviluppo.

Lo sguardo si è successivamente spostato sullo scenario geopolitico internazionale. Alessandro Politi, Direttore della NATO Defense College Foundation, ha infatti offerto un’attenta riflessione sulla complessa questione della pace in Medio Oriente, per poi approfondire il tema delle nuove forme di sicurezza internazionale. 

La giornata è proseguita con la presentazione del progetto annuale del Policy Lab 2025-2026, curata da Giulio Boccaccio e Tullio Ambrosone. Il Policy Lab ha rappresentato uno dei momenti centrali dell’incontro: si tratta di un laboratorio di idee e di sperimentazione concreta delle politiche pubbliche, concepito per avvicinare gli studenti alla dimensione operativa del policy making europeo. Attraverso un approccio pratico e collaborativo, i ragazzi lavoreranno affrontando casi reali e sviluppando capacità di analisi, progettazione e visione strategica.

Durante la presentazione sono stati illustrati nel dettaglio gli obiettivi, le fasi e le aree di lavoro del progetto. Obiettivo finale del Policy Lab sarà la stesura di proposte di policy finalizzate al rafforzamento del Mercato Unico Europeo, tema chiave per la crescita e la competitività dell’Unione. Il percorso si articolerà in più tappe: lezioni introduttive e tematiche, momenti metodologici dedicati all’approfondimento delle tecniche di policy analysis, e una lunga fase di lavoro di gruppo, in cui gli studenti produrranno contributi che confluiranno in un Policy Report collettivo.

Particolare attenzione è stata dedicata ai riferimenti teorici e metodologici del progetto, in particolare ai rapporti Letta e Draghi, che hanno analizzato le principali sfide legate al completamento del mercato unico e alla competitività europea. Gli ambiti tematici principali individuati sono quelli di investimenti, integrazione economica, coesione e welfare, aree strategiche per la costruzione di un’Europa più equa, sostenibile e integrata.

Attraverso il Policy Lab, teoria e pratica si intrecciano: l’approccio accademico si confronta con la realtà amministrativa e politica, consentendo agli studenti di sperimentare la complessità dei processi decisionali e di tradurre la riflessione teorica in azioni concrete e realizzabili. In questa prospettiva, il laboratorio diventa un vero e proprio spazio di formazione civica e politica, in cui i giovani imparano a leggere i fenomeni contemporanei con sguardo critico e a trasformare le idee in strumenti di cambiamento.

Il Policy Lab, dunque, non si limita a fornire competenze tecniche, ma promuove una visione ampia e responsabile del ruolo che ciascuno può avere nella società, stimolando partecipazione, senso civico e spirito europeo.

La​‍​‌‍​‍‌ prima giornata della Scuola di Politiche si è chiusa con grandi emozioni e partecipazione a conferma del valore di un’esperienza che coniuga formazione, incontro e impegno civile. Dalla prestigiosa cornice della Sala Koch, luogo per eccellenza di dialogo istituzionale e spazi di responsabilità pubblica, è arrivato un forte messaggio collettivo: la politica, prima che tecnica o potere, è prendersi cura della comunità e progettare insieme il futuro.

Gli interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, dalle riflessioni giuridiche di Pier Luigi Petrillo sul rapporto tra lobby e democrazia, alle prospettive economiche e geopolitiche dei tavoli pomeridiani, fino alla presentazione del Policy Lab con Giulio Boccaccio e Tullio Ambrosone, hanno tracciato un itinerario coerente attraversato da un unico tema: la responsabilità. Responsabilità nel comprendere la complessità del mondo contemporaneo, nel progettare politiche pubbliche fondate su trasparenza, equità e visione, ma anche nel farsi cittadini consapevoli, pronti a partecipare e a costruire insieme risposte nuove alle sfide comuni.

La Scuola di Politiche si è confermata così non solo come luogo di apprendimento, ma come comunità viva nella quale giovani, docenti e professionisti confrontano, mettono in gioco e imparano gli uni dagli altri. Una giornata ricca e stimolante che ha restituito l’anima più vera del progetto: formare una nuova generazione di cittadini e futuro leadership in grado di pensare criticamente, agire competentemente e coltivare quella passione civile che da sola può tradurre le idee in ​‍​‌‍​‍‌cambiamento.

Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito trovi più interessanti e utili.