QUARTO E ULTIMO INCONTRO: LA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE PUBBLICHE
Quando i dati vengono in aiuto alla politica: valutare la qualità delle decisioni attraverso la statistica per orientare le scelte future dei decisori pubblici.
Durante quest’ultimo incontro abbiamo esplorato diversi ambiti di policy, analizzando strumenti, limiti e potenzialità dei processi di valutazione.
La giornata di venerdì ha visto la partecipazione di Gessica Vella, con cui abbiamo discusso delle politiche per l’occupazione. Dopo un rapido inquadramento del contesto normativo italiano, ci siamo soffermati sull’evoluzione del lavoro “atipico”, analizzandone vantaggi, criticità e impatto sul mercato del lavoro italiano. Con Marco Alberto De Benedetto ci siamo concentrati invece sulle politiche educative, dalla scuola all’università. L’Italia, ancora distante dagli standard di altri Paesi europei, registra una bassa percentuale di laureati. Abbiamo approfondito percorsi, riforme e confrontato dati e valutazioni emerse da studi recenti.
Con la professoressa Antonella Ferrara abbiamo approfondito cos’è una policy, come nasce e quali dovrebbero essere i criteri per una sua corretta valutazione. Un intervento dal taglio teorico ma fondamentale per comprendere l’intero ciclo delle politiche pubbliche.
Il professor Vincenzo Carrieri ha poi affrontato le criticità delle politiche sanitarie. La domanda da cui siamo partiti è stata: come migliorare la sanità pubblica e ridurre le disuguaglianze tra regioni? Il primo ostacolo individuato è la carenza (o disorganizzazione) dei microdati socio-sanitari, senza i quali una valutazione efficace delle politiche risulta impossibile.
La giornata di sabato ha visto la partecipazione della prof.ssa Rosanna Nisticò, del prof. Giulio Citroni, della prof.ssa Sabrina Giordano, del prof. Vincenzo Carrieri (Unical) e del prof. Antonello Cerqua (La Sapienza). A partire dal volume “Valutazione delle politiche pubbliche: che cosa abbiamo imparato?”, si è discusso del ruolo della valutazione, in particolare delle modalità con cui possa essere condotta in maniera accurata e quantitativa, così da restituire una rappresentazione il più possibile fedele della realtà.
Uno dei punti centrali del confronto è stato il riconoscimento del valore imprescindibile dell’analisi dei dati per comprendere la realtà. Tuttavia, è emerso con chiarezza che non può esistere una vera ricerca quantitativa senza un adeguato supporto qualitativo, e viceversa. I dati, per essere davvero utili, devono essere raccolti in modo trasparente e sistematico, permettendo così un’analisi oggettiva e realistica. È fondamentale che i risultati di tali valutazioni vengano comunicati in modo chiaro, affinché anche l’opinione pubblica possa conoscere punti di forza e criticità delle politiche messe in atto. Dal lato degli esperti e dei tecnici, è essenziale che il lavoro di valutazione sia condotto in piena indipendenza dalle logiche partitiche, mantenendo un alto livello di rigore scientifico. Solo così è possibile costruire politiche pubbliche realmente funzionali ed efficaci, orientate al bene comune.
Con queste due intense giornate si conclude Impact Calabria 2025 – “Democrazie in trasformazione”, un percorso articolato in quattro moduli distribuiti su otto giornate di formazione, confronto e riflessione. Un’occasione preziosa per approfondire temi complessi, dialogare con esperti di alto livello e, soprattutto, per costruire comunità attraverso il dibattito tra studenti, studentesse e relatori. Un viaggio formativo che lascia in eredità strumenti, domande e spunti per continuare a interrogarsi sul presente e sul futuro della democrazia.
