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IMPACT Cagliari: Ultimo weekend di lezione e consegna degli attestati!

Di Barbara Cadoni

, Stefano Serreli

Sistema autorità portuali e Comunicazione Istituzionale sono stati gli argomenti trattati nell’ ultimo weekend del corso IMPACT Sardegna, sede Cagliari “Governo Locale”, che si è tenuto il 1 e 2 Dicembre  2023, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari, la SVIMEZ e con il supporto della Fondazione di Sardegna.

Dopo una breve presentazione della sue precedenti attività come Professore di diritto dei Trasporti e Presidente dell’Autorità Portuale di Cagliari e ora presidente del sistema delle autorità portuali sarde, il Prof. Massimo Deiana ha introdotto il concetto di economia del mare e di cosa significa occuparsi di autorità Portuali, ente pubblico di diritto privato con un excursus storico sull’evoluzione che l’Italia ha avuto in questo ambito.

L’Italia ha 8.000 Km di coste e migliaia di “porti”. Negli anni ’80 si è trovata quasi sempre in una posizione “passiva”, limitandosi a gestire e governare questa gigantesca missione con strumenti inadeguati. Tutti i porti venivano gestiti direttamente dal Ministero dei Trasporti con le Capitanerie di porto, con un ruolo limitato alla regolamentazione e gestione dello status quo e quindi non alla crescita. Le prime 12 Autorità Portuali sono state istituite con la Legge 84 del 1994, che lasciava la possibilità di istituirne altre. La funzione delle autorità portuali diventa proattiva: sviluppo, investimenti, crescita e capacità economica diventano caratteristiche di questi enti. Aspetto rivoluzionario è il fatto che l’Autorità Portuale gestisce un bilancio che deve essere sempre in pareggio, altrimenti viene commissariato.

A 30 anni dalla L.84/94 le Autorità portuali sono diventate 26. Il prof. Deiana si chiede se davvero esistesse la necessità di tale frammentazione, indicando come motivazione della nascita di tali Autorità più per una ragione di status e di attrattività di investimenti, assunzioni, piuttosto che per necessità gestionali vere e proprie.

L’Italia si presenta quindi come un gigantesco molo che si protende dal Centro Europa fino al Nord Africa, come una gigantesca banchina sul Mediterraneo. Si è pensato, a fronte della frammentazione di cui sopra di gestire il sistema portuale come sistema nazionale in cui non tutti hanno le stesse funzioni anche tenendo conto delle differenze morfologiche e geografiche, ma vengono gestiti strategicamente i ruoli.

-Le riforme del 2016 e del 2018

L’ultima riforma delle autorità portuali è un sistema articolato in 6 sub-sistemi ai quali preporre una Autorità di sistema portuali (Nord Ovest, Nord Est, Versante Adriatico, Versante Tirrenico, Sicilia e Sardegna). Con la Riforma del 2016 vengono individuate 15 Autorità di sistema portuali, alcune delle quali sono rimaste identiche alle vecchie Autorità portuali. 

Per quanto riguarda la Sardegna nel 2016 nasce l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna che comprende la più estesa e numericamente rilevante per scali coinvolti, in tutto 8, tra cui Cagliari e Olbia. Fanno parte dell’autorità di sistema i porti commerciali (non turistici o che non hanno traffico commerciale come quelli che si occupano di trasporto locale).

  • Ente pubblico non economico. Cosa significa.

Le Autorità di sistema portuali sono Enti pubblici non economici. Professor Deiana spiega molto sinteticamente agli studenti quali sono gli effetti di tale classificazione.

La proprietà è pubblica, e quindi l’ente non viene gestito secondo regole economiche ma seguendo le regole della PA, per cui rimangono i vincoli citati in introduzione come il pareggio di bilancio, ma allo stesso tempo si ha una velocità nelle decisioni che è molto più alta rispetto ad altri Enti, come per esempio gli Enti Locali.

  • La sfida per le Autorità di sistema portuali nel commercio internazionale

Non tutti i porti sono uguali e possono fare le stesse cose: ognuno sulla base della sua conformazione e caratteristiche storiche e tecniche deve fare la sua parte. Molti governi locali in cui sono presenti degli scali premono per essere considerati porti e inseriti all’interno delle Autorità. Questo per la possibilità di attrarre investimenti.

Il prof. Deiana porta l’esempio degli investimenti fatti a Genova e Trieste. A Genova, grazie al PNRR, sono arrivate risorse per 1 miliardo di euro per la Diga. Genova è porta d’accesso dell’Europa nel Mediterraneo. A Gioia Tauro invece esiste la ferrovia che collega direttamente il porto con il resto d’Europa.

Il punto di accesso per le navi che devono andare verso il Nord Europa nel Mediterraneo è Suez, con un viaggio di 5-600 miglia, che passano proprio “sotto il naso” dei porti italiani, attraversano Gibilterra per poi dirigersi in Belgio, Olanda, Germania. Poiché le “merci hanno sempre ragione”, ci stiamo rendendo conto che pian piano con condizioni infrastrutturali favorevoli, è possibile con 1 giorno di navigazione passare da Suez, arrivare a Trieste o Genova e trasportare poi in treno le navi in tutta Europa.

E la Sardegna? La Sardegna gioca un’altra partita: non è gateway di accesso ai mercati d’Europa, ma solo al suo mercato interno di 1 milione e 600 mila abitanti. La Sardegna può però giocare un ruolo nel Mediterraneo.

Uno dei principali motivi per cui abbiamo perso il traffico delle navi container nel Porto Canale di Cagliari è che facevamo solo da “trasbordo” (le grandi navi scaricavano e ricaricavano i feeder per poi ripartire). Ora è necessario sviluppare dei punti di forza e diventare un terminal di logistica avanzata per il Mediterraneo: stiamo inaugurando un nuovo flusso di traffico poiché veniamo preferiti causa instabilità dei Paesi Nordafricani (il traffico viene depositato in Sardegna, si reca in Africa e torna riportando i vuoti e questo fa sì che i numeri del Porto canale crescano).

Il professor Deiana ha poi risposto ad alcune domande degli studenti, tra cui quelle su chi approva il bilancio dell’Autorità portuale (Presidente e Comitato autorità portuale), sul futuro di alcuni porti sardi che oggi non fanno parte dell’Autorità portuale, sugli investimenti stranieri nei porti italiani ed Europei.

Nella lezione del Professor Piero Zilio sulla comunicazione politica e istituzionale, ci si è addentrati nel concetto di strategia di comunicazione a 360 gradi con l’obiettivo di fornire una panoramica dettagliata su come affrontare sfide e opportunità in questo contesto complesso. Il Professor Zilio ha condiviso dinamiche politiche e istituzionali reali, offrendo esempi concreti per comprendere e interpretare il contesto. Ha evidenziato l’importanza di definire obiettivi chiari, utilizzando strategie di successo come esempi tangibili. Durante la lezione, sono stati presentati casi specifici su come identificare e comprendere il pubblico di riferimento, con studi di caso che sottolineano l’adattamento della comunicazione alle caratteristiche di questo pubblico. Il professore ha fornito delle indicazioni precise su come muoversi

  1. Analisi: Sono state illustrate dinamiche politiche e istituzionali reali. Questi casi hanno offerto una prospettiva tangibile su come comprendere e interpretare le complessità del contesto.
  2. Obiettivi: Nel contesto della definizione degli obiettivi, il Professor Zilio ha condiviso esempi di strategie che hanno avuto successo e ha mostrato come gli obiettivi ben formulati siano stati alla base di questo esito.
  3. Interlocutori: Durante la lezione, sono stati presentati esempi specifici di come identificare e comprendere il pubblico di riferimento. Studi di caso hanno evidenziato l’importanza di adattare la comunicazione alle caratteristiche specifiche di questo pubblico.
  4. Mix di Strategie e Contenuti
  5. Scelta delle Piattaforme Digitali: La selezione oculata delle piattaforme digitali è stata esemplificata attraverso l’analisi di campagne di successo e di come abbiano saputo sfruttare al meglio le caratteristiche di ciascun canale.
  6. Monitoraggio: L’ importanza di effettuare una analisi costante che possa guidare correzioni e ottimizzazioni durante il percorso.

La discussione si è poi concentrata sul mix di strategie e contenuti, evidenziando come la scelta oculata delle piattaforme digitali giochi un ruolo cruciale. E’ stata sottolineata l’importanza di monitorare costantemente la strategia di comunicazione per apportare correzioni e ottimizzazioni in corso d’opera.

 Gli esempi pratici hanno dimostrato l’importanza di adattare il messaggio al contesto, mantenendo un rispetto etico e una coerenza di tono. In conclusione, la lezione del Professor Zilio ha offerto un approccio sinergico tra teoria e pratica, rendendo il processo di comunicazione politica e istituzionale non solo informativo ma anche ispiratore per coloro che aspirano a navigare efficacemente in questo settore.

 

Per news e approfondimenti:

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