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IMPACT Cagliari 2023: prima lezione del nuovo corso “Governo Locale”

Di Barbara Cadoni

, Stefano Serreli

La prima lezione del corso IMPACT Sardegna edizione 2023, con sede a Cagliari, dal titolo “Governo Locale” e dedicato agli Amministratori locali o alle persone interessate alle dinamiche dell’amministrazione locale, si è svolta il 27 ottobre 2023 presso l’Università di Cagliari.

Il corso è realizzato in collaborazione con l’Università degli studi di Cagliari e la SVIMEZ, con il supporto di Fondazione di Sardegna.

Dopo i saluti iniziali del Prof. Rombi, per l’Università di Cagliari e la Prof.ssa Carla Bassu, Presidente della scuola di Politiche, hanno tenuto le due lezioni il Prof. Antonio Nicita e la stessa Prof.ssa Bassu.

  1. Antonio Nicita «Da Next Generation EU alla riforma del Patto di stabilità: investimento, indebitamento, coesione socio-economica nell’Unione Europea>>

Con il Professor Nicita abbiamo parlato dei cambiamenti nelle politiche europee, del PNRR con i suoi limiti e potenzialità, interrogandoci se possa essere una misura strutturale anche per il futuro, consapevoli della complessità ed importanza di questa sfida epocale per l’ Italia. Abbiamo approfondito la natura strutturale di questa risorsa evidenziando vantaggi e svantaggi.

Nella lezione odierna, il professore ha affrontato diverse tematiche relative all’Unione Europea, concentrandosi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e sulle riforme in atto.

  1. Next Generation EU (NGEU)

Si è iniziato con una discussione sul Next Generation EU (NGEU), un fondamentale strumento finanziario dell’UE, evidenziando il momento storico in cui questo strumento e nato e la risposta straordinaria in termini di modalità e risorse da parte dell’ Unione. Si è posto l’interrogativo se la Commissione Europea lo trasformerà in uno strumento strutturale a lungo termine. Il NGEU è stato presentato come un mezzo per affrontare le sfide post-pandemiche ed è essenziale comprendere come sarà implementato e se avrà un futuro.

  1. Revisione del Patto di Stabilità e Crescita

Un altro punto focale è stata la revisione del Patto di Stabilità e Crescita. Si è notato che la Commissione Europea sta rivedendo i parametri del Patto per rendere le regole più adattabili a ciascun Stato membro. La discussione ha evidenziato la necessità di armonizzare le politiche fiscali e monetarie a livello nazionale ed europeo.

  1. Complessità dell’Iniziativa Legislativa Europea

È stato sottolineato quanto sia complesso il processo di iniziativa legislativa europea. La Commissione europea presenta una proposta al Consiglio e al Parlamento europeo, il Consiglio e il Parlamento adottano una proposta legislativa, in prima o in seconda lettura se le due istituzioni non raggiungono un accordo dopo la seconda lettura, è convocato un comitato di conciliazione, se il testo approvato dal comitato di conciliazione è accettabile per entrambe le istituzioni in terza lettura, l’atto legislativo è adottato. Se una proposta legislativa è respinta in una fase della procedura o se il Parlamento e il Consiglio non giungono ad un compromesso, la proposta non è adottata e la procedura si conclude. Questo processo richiede un’attenta cooperazione e una profonda comprensione delle dinamiche europee.

  1. Capacità di Spesa del PNRR

La discussione si è spostata nuovamente sul PNRR, analizzando le risorse e le diverse missioni.  Concentrandosi sulla capacità di spesa, sono stati analizzati i criteri secondo cui questa capacità deve essere impiegata in investimenti entro il 2026. In particolare, si è notato come i limiti temporali stretti possano essere problematici.

  1. Sfide per l’Italia

La lezione si è conclusa sottolineando che l’attuazione di strumenti come il PNRR costituisce una sfida epocale per l’Italia. Si sono discusse le complessità legate a tempistiche e limiti della pubblica amministrazione, cercando di comprendere come questi ostacoli possano essere superati.

Gli argomenti trattari riguardano quindi in sintesi l’evoluzione dell’Unione Europea e le sfide che l’Italia affronta nell’implementazione del PNRR.

  1. Carla Bassu <<Istituzioni e processi di riforma in ambito nazionale e regionale: stato dell’arte e prospettive >>

Nel suo intervento, la professoressa Bassu ha toccato diversi argomenti in merito al sistema politico italiano e alle riforme costituzionali.

Uno dei punti principali è stato il confronto tra i modelli di presidenzialismo, in particolare il sistema americano, e il sistema parlamentare italiano. È emerso chiaramente che attuare un presidenzialismo in Italia comporterebbe notevoli sfide, date le peculiarità e le complessità della politica italiana.

La discussione si è quindi focalizzata sul ruolo centrale del Presidente della Repubblica, sul valore del suo ruolo e della sua figura. In questo senso si riflette sulla necessità di considerare gli effetti negativi che possono derivare sia dal presidenzialismo che dal premierato.

Un altro aspetto affrontato è stato l’argomento dell’autonomia differenziata, e come questa proposta di legge venga gestita che può avere importanti conseguenze riguardo alla distribuzione del potere tra il governo centrale e le regioni autonome. La professoressa ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio che rispetti le differenze regionali e le esigenze specifiche.

Infine, è emerso chiaramente il bisogno di riforme costituzionali in Italia. Il sistema politico italiano deve essere adattato al contesto storico attuale e alle nuove sfide. Ad esempio, il bicameralismo e la legge elettorale sono state menzionate come aree in cui il sistema attuale presenta dei limiti. La professoressa ha sottolineato che invece di stravolgere completamente il sistema, è essenziale riconoscere le sue imperfezioni e lavorare per perfezionarlo, trovando soluzioni che tengano conto delle specificità italiane. In definitiva, l’intervento della professoressa Bassu ha messo in luce l’importanza di un approccio attento e bilanciato alle riforme costituzionali in Italia, affrontando le sfide in modo ponderato e consapevole del contesto politico e delle esigenze del paese.

  1. Presidenzialismo

La professoressa ha discusso dei diversi modelli di presidenzialismo, in particolare quello americano, sottolineando come sia difficile da attuare in Italia per varie ragioni. Ha evidenziato le sfide e le incompatibilità di questo sistema con il contesto politico italiano.

Ruolo del Presidente della Repubblica: Ha sottolineato l’importanza del ruolo del Presidente della Repubblica e come sia fondamentale considerare sia il presidenzialismo che il premierato come sistemi che possono avere effetti negativi sul ruolo che ha attualmente il Presidente.

  1. Autonomia Differenziata:

La professoressa ha affrontato il tema dell’autonomia differenziata (cd. DL Calderoli) e ha esaminato come venga gestita la proposta di legge in merito. Ha sottolineato l’importanza di trovare un equilibrio tra il potere centrale e le Regioni, invitando gli studenti a riflettere sul fatto che l’Autonomia differenziata già esiste in Italia ed è quella che in sostanza si esplica nel riconoscimento delle Regioni a Statuto speciale. Si sottolinea come tali riconoscimenti siano avvenuti sulla base di effettive specificità culturali, territoriali, linguistiche ecc che contraddistinguono le Regioni a Statuto Speciale.

È stato sottolineato come in Italia si parli da tempo di riforme costituzionali e di come sia essenziale adattare la Costituzione all’attuale contesto storico e alle nuove esigenze. Sono state menzionate in questo senso le sfide legate al bicameralismo e alla legge elettorale.

In sintesi, la professoressa Bassu ha evidenziato l’importanza di riconoscere le imperfezioni del sistema attuale e lavorare per perfezionarlo, anziché stravolgerlo completamente. Ha enfatizzato come il contesto politico italiano richieda un approccio attento e bilanciato alle riforme costituzionali.

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