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Il futuro dei partiti, il mercato unico dell’energia e il decalogo della comunicazione istituzionale: al via la prima lezione di Greennovation del corso annuale della Scuola di Politiche

Di Gabriele Druetta

, Christopher Desalvo

Venerdì 17 Novembre 2023 la classe di Greennovation del nuovo Corso Annuale della Scuola di Politiche si è incontrata a Roma presso la sede dell’AREL, l’Agenzia di Ricerche e Legislazione fondata da Nino Andreatta. Il nuovo anno accademico è iniziato a fine ottobre con l’incontro di tutti i 100 studenti e studentesse. Divisi in tre classi – Greennovation, Education&Work e People&Care – ogni mese gli studenti e le studentesse provenienti da tutta Italia si incontreranno a Roma per approfondire come le politiche pubbliche possano interagire con il tema scelto.

La giornata è iniziata con la lezione tenuta dal Prof. Marco Valbruzzi, docente di Scienza politica all’Università di Napoli Federico II, il quale ha analizzato il futuro dei partiti politici e le loro possibili evoluzioni.

La riflessione è iniziata da una citazione del politologo americano E. E. Schattschneider, il quale sosteneva che “the outcome of the game of politics depends on which of a multitude of possible conflicts gains the dominant position”. Secondo il docente infatti, per comprendere meglio i partiti che si impongono all’interno dello spazio politico, è necessario individuare, tra la moltitudine di conflitti sociali esistenti, quali riescono ad ottenere la “posizione dominante”. Ma questa operazione non risulta facile, ed è per questo che non è semplice comprendere le trasformazioni politiche tra passato e presente; in particolare per tre motivi: populist blinking, cleavage stretching e historical disanchoring. Rispettivamente, il primo si riferisce a quando nuovi partiti vengono genericamente etichettati come populisti, il secondo si verifica quando le divisioni sociali vengono inglobate in un unico contesto e infine il terzo indica la mancanza di prospettiva storica nella comprensione delle trasformazioni attuali. Successivamente, il Prof. Valbruzzi ha esaminato cinque importanti processi storici – che si concludono a metà del secolo scorso -, i quali hanno portato alla costruzione dello Stato Nazione attraverso l’incremento dei confini politici, economici, culturali e sociali in Europa. Segnando un forte cambiamento, il docente ha individuato infine due nuove trasformazioni che hanno al contrario indebolito gli Stati europei, nello specifico i processi di integrazione transnazionale e di capitalismo tecno-scientifico.

Come sostenuto dal Prof. Valbruzzi, la ricerca è stata capace di spiegare la nascita dei partiti fino alla metà del secolo scorso. Seguendo quanto teorizzato dal politologo S. Rokkan, i partiti politici storicamente si collocavano all’interno di uno schema determinato da due giunture critiche e da quattro cleavages. Questi rappresentano importanti momenti di rottura all’interno del processo storico (giunture critiche) che, nel momento in cui si verificano, creano delle fratture sociali (cleavages) come: centro-periferia, città-campagna, lavoratori-imprenditori e Stato-Chiesa. I nuovi partiti invece risultano illeggibili rispetto a questo schema, che risulta quindi obsoleto. Infatti, sono emerse oggi nuove fratture, causate da diverse giunture critiche, le quali rispecchiano meglio la società permeata da una costante crisi dei partiti nazionali e delle democrazie.

Il pomeriggio si è aperto con il seminario dal titolo “Decarbonisation, energy security and competition: a new vision for the european single market”, che ha visto la partecipazione di Enrico Letta e Maroš Šefčovič (European Commission Executive Vice-President for European Green Deal, Interinstitutional Relations and Foresight), oltre a diversi esponenti di compagnie energetiche italiane ed europee.

Organizzato da AREL in collaborazione con la Scuola di Politiche e l’Istituto Jacques Delors, il seminario ha messo al centro del dibattito le politiche energetiche comunitarie, nel quadro del mercato unico e del Green Deal.

L’incontro è stato aperto dalle parole del Vice-Presidente Maroš Šefčovič, il quale – in collegamento da Bruxelles -, ha presentato la sua relazione sul tema, provando inoltre a rispondere alla suggestione proposta da Enrico Letta: “in che modo è possibile combinare il mercato unico agli obiettivi del Green Deal?”.

Come affermato da Maroš Šefčovič, la Commissione Europea si pone l’obiettivo principale di decarbonizzare il mercato unico, mantenendo un meccanismo di risposta rapido ed efficace alle crisi future. In questo senso, l’obiettivo è quello di rafforzare – e ampliare – il mercato unico dell’energia per poter agire a livello comunitario. A livello tecnico, il Vice-Presidente afferma che sarà necessario lavorare sulle reti e sullo stoccaggio, al fine di aumentare la produzione e il consumo di energia rinnovabile. Per questo motivo, propone di investire in maniera creativa su fonti sostenibili e materie prime strategiche. Infine, per quanto riguarda l’aspetto sociale del mercato unico dell’energia, Maroš Šefčovič conferma la volontà di voler ridurre e stabilizzare i prezzi e di individuare meccanismi non di mercato per sostenere le realtà ambientalmente positive.

In risposta all’intervento da Bruxelles, i partecipanti hanno preso parola condividendo alcune riflessioni sul tema. Felicitando quanto detto esposto dal Vice-Presidente, hanno comunque sottolineato come esistano alcune difficoltà per quanto riguarda la gestione del mercato unico. In particolare chiedono più investimenti per migliorare le interconnessioni, le reti e la capacità di stoccaggio. Chiedono infine di considerare gli impatti sulla competitività interna ed esterna delle misure adottate – come gli aiuti di Stato – e di proteggere i consumatori.

Il terzo e ultimo intervento è stato quello di Monica Nardi, già portavoce del governo Letta ed ex capo della comunicazione del Partito Democratico. Nardi ha discusso di comunicazione politica e istituzionale, analizzando nello specifico il ruolo e le funzioni del portavoce.

Seguendo un decalogo da lei creato, Monica Nardi ha individuato quali sono i comportamenti che un portavoce deve osservare e rispettare per poter svolgere al meglio le proprie mansioni. In particolare deve essere trasparente, gestire e anticipare l’agenda (agenda setting), mantenere e costruire rapporti interpersonali basati su fiducia e rispetto.

Nell’ultima parte dell’intervento, l’ex portavoce ha risposto ad alcune domande, concentrandosi soprattutto sulle recenti elezioni politiche e amministrative e le relative campagne elettorali, fornendo spunti di riflessione e considerazioni per il futuro della comunicazione politica.

La giornata si è conclusa nella migliore tradizione della Scuola di Politiche: tanta convivialità e conoscenza reciproca, ad eccezione di chi aveva pullman e treni nella serata. Il prossimo incontro si terrà domani con la terza classe, People&Care, e successivamente il 14 e il 15 dicembre tutti gli studenti e le studentesse si troveranno nuovamente insieme a Roma per due giorni di incontro e confronto con le istituzioni.

 

 

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