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Disuguaglianze: il secondo appuntamento del corso Impact Calabria 2024

Di Martina De Vuono

Con il secondo appuntamento appena concluso, siamo al giro di boa degli incontri di quest’anno riguardo il corso di Scuola di Politiche che si sta svolgendo all’Unical in collaborazione con Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e la Svimez.

Argomenti oggetto di discussione come ambiente, diseguaglianze, partecipazione politica, uno sguardo sul mondo e sulle prossime elezioni europee, sono temi di grande interesse e più che mai attuali. La partecipazione attiva degli studenti sta dimostrando che queste tematiche oggi rappresentano punti cruciali per il futuro su cui ci si confronta e su cui i decisori politici dovranno tener conto.

Il primo incontro di apertura,  è stato su clima e ambiente. Gli interventi dei vari docenti e ospiti che si sono avvicendati, hanno affrontato l’argomento in modo puntuale e attento presentando anche dati inequivocabili su cui si è dipanata la discussione. Un approfondimento di elementi relativi al New Green Deal e alla transizione ecologica, al diritto ed economia dello sviluppo sostenibile e del diritto ambientale, alla disciplina sulle energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, l’economia circolare e la sicurezza energetica, nonché gli investimenti sostenibili e il bilancio di sostenibilità.

Molti Paesi, nonostante gli impegni assunti nelle varie conferenze mondiali sull’argomento, non sono riusciti nell’intento di adottare politiche climatiche finalizzate al contenimento dell’aumento della temperatura media globale sotto la soglia di 2° C. per evitare il surriscaldamento del pianeta innescato dall’uomo e dalle sue attività.

Un passaggio della discussione ha riguardato le imprese che possono giocare un ruolo chiave per raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica attraverso i cosiddetti appalti sostenibili, acquistando prodotti a minori emissioni, generando in tal modo un effetto volano a sostegno della transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio, generando benefici socioeconomici per i cittadini degli stati membri.

Necessario anche l ’impegno concreto e responsabile da parte di tutti gli attori coinvolti, anche i nostri, attraverso il quale si può sperare di invertire la rotta e limitare i danni causati dal cambiamento climatico.

Non certo di meno interesse la due giorni, appena conclusa, focalizzata sul tema delle diseguaglianze sia esse sociali che di genere.

La disuguaglianza sociale non riguarda solo la distribuzione del reddito, ma coinvolge anche altri aspetti della vita di una società, come l’accesso alle risorse, all’istruzione, alla salute, alla giustizia e all’informazione. La disuguaglianza riguarda anche forme di discriminazione basate su genere, etnia, religione, orientamento sessuale o disabilità, contribuendo a perpetuare situazioni di svantaggio e di marginalizzazione per certi gruppi sociali.

È necessario adottare politiche inclusive, che garantiscano a tutti i cittadini pari opportunità di accesso alle risorse e ai servizi essenziali. È importante promuovere l’uguaglianza di genere, contrastare qualsiasi forma di discriminazione e favorire l’integrazione sociale delle persone più vulnerabili. Solo attraverso un impegno concreto e coordinato a livello sia nazionale che internazionale, è possibile contrastare efficacemente la disuguaglianza sociale e promuovere una società più equa e inclusiva, in cui tutti i cittadini possano godere dei propri diritti fondamentali e avere la possibilità di realizzare il proprio potenziale.

Si è parlato in particolare delle diseguaglianze e degli squilibri territoriali soprattutto quello in Italia tra regioni del Nord e regioni del Sud. La Calabria, in particolare, rimane in fondo alla classifica tra quelle con alto tasso di disoccupazione cui si aggiunge una inarrestabile ondata di emigrazione giovanile: oltre 160 mila giovani tra i 18 e 34 anni. Una emorragia che produce spopolamento con ricadute sia economiche che sociali. Un esodo di intelligenze in fuga che emerge a intervalli più o meno regolari: laureati in fuga verso carriere migliori, giovani che si allontanano dal profondo Sud alla ricerca di un lavoro dignitoso.

Un quadro che si aggiunge a quello ancora più vasto della denatalità come emergenza ormai acquisita da incidere, in prospettiva, in maniera pesante anche sul futuro del sistema universitario: assenza di futuro tradotta in cifre. Un fenomeno che investirà tutto il Paese. Infatti, le proiezioni indicano una diminuzione degli iscritti alle università che naturalmente investirà anche gli atenei calabresi con il rischio di una regione senza futuro. Saranno necessari investimenti sostenuti e mirati per invertire la tendenza prima che sia troppo tardi.

Una tavola rotonda con intervento sulla giustizia climatica che evidenzia come i cambiamenti climatici hanno profondi impatti su disuguaglianze e diritti ed è necessario rivendicare un modello sociale ed economico finalmente giusto, equo e sostenibile. E la conoscenza e consapevolezza iniziano dall’educazione delle nuove generazioni come fattori di nuovi cambiamenti.

Così come, in tema di disuguaglianze, un focus sulla popolazione carceraria, sulle condizioni in cui i detenuti vivono, sui diritti negati tra cui lo studio. Un quadro, quello espresso, che evidenzia come siamo lontani dal rispetto soprattutto delle persone cui sono negate le condizioni minime e che, giorno dopo giorno, depriva delle fondamentali sensibilità umane, lasciando spazio alla paranoia e alla violenza.

 

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